One DeepMind Section (WENDY PAN PROJECT) cambia prospettiva. E lo faccio apertamente.
Quando tutto è iniziato, pensavo che ciò che stavo vivendo fosse una forma estrema di cyberbullismo. Era logico crederlo: violenza digitale, attacchi, manipolazioni, isolamento, paura, confusione. Il quadro sembrava quello.
Ma oggi … dopo mesi di analisi, studio, ricostruzioni tecniche, ricerche scientifiche e diagnosi psicologiche, posso dire con assoluta chiarezza che non era cyberbullismo. Era un’altra cosa.
Qualcosa di più profondo, più complesso, più invasivo. Qualcosa che non rientra nelle categorie classiche.
Era trauma digitale.
Ed è qui che One DeepMind Section trova la sua vera origine.
Non nasce come “lotta al cyberbullismo”. Nasce da un trauma digitale reale, violento, studiato fino all’ultimo dettaglio a livello scientifico, psicologico, tecnico e giuridico.
Nasce da un’esperienza che ha stravolto la mia percezione, la mia vita, il mio corpo, il mio lavoro.
Nasce da una verità che non poteva più essere ignorata.
E oggi lo dico apertamente: One DeepMind Section nasce dalla necessità di dare un nome a ciò che non aveva un nome.
Nasce dall’urgenza di comprendere, spiegare, prevenire e dare strumenti per affrontare le forme più moderne e subdole di violenza digitale:
• manipolazione percettiva
• distorsione della realtà
• interferenze digitali
• attacchi tecnici mascherati da normali interazioni
• dinamiche psicologiche che amplificano l’impatto del digitale sulla mente umana
È da lì che sono nati “Wendy” e “Prezzemolo – il Mostro Digitale”.
È da lì che ho costruito tutto.
È da lì che è nato il mio percorso.
Detto questo, lo ribadisco con forza:
One DeepMind Section continuerà a essere in prima linea contro il cyberbullismo e il bullismo.
Per i giovani, per i giovanissimi, per chi oggi vive quello che io vivevo anni fa sotto una forma diversa.
Ma sarebbe scorretto, e intellettualmente disonesto, dire che il progetto nasce per questo.
Il progetto nasce dal trauma digitale, da quel punto zero che mi ha costretta a ricostruirmi e a studiare tutto ciò che c’era dietro.
E forse questa è la forma più alta di verità e rivalsa:
raccontare come stanno davvero le cose.
Non per riaprire ferite, ma per chiudere un cerchio, per dare un senso al viaggio e per dare agli altri strumenti che io non avevo.
Da oggi One DeepMind Section ha un’identità ancora più chiara.
E continuerà la sua strada con ancora più forza.
