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AVVOCATO LAURA QUEIROLO

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Dove il diritto incontra il rispetto

 

PUBBLICITÀ INGANNEVOLE DIGITALE

2025-11-07 16:28

Avv. Laura Queirolo

Tutela e difesa del consumatore, One deepmind section, tuteladigitale, consumatore-acquistionline, benesseredigitale-pubblicita,

PUBBLICITÀ INGANNEVOLE DIGITALE

Pubblicità ingannevole digitale

PUBBLICITÀ INGANNEVOLE

Quando l’immagine non è più reale e l’inganno diventa digitale

Nel mondo ipervisivo dei social, sempre più persone vivono vendendo la propria immagine.

Un’immagine che però, oggi, non appartiene più interamente a loro.

L’intelligenza artificiale è entrata nella sfera più intima della comunicazione visiva, alterando fisionomie, perfezionando corpi, creando scenari inesistenti. E così, ciò che viene proposto come autentico diventa in realtà un prodotto artificiale, calibrato per generare desiderio, fiducia e, soprattutto, acquisto.

Il consumatore, ingannato dall’illusione del vero, si trova di fronte a un volto che non esiste, a una pelle che nessuno ha, a un risultato che nessun prodotto potrà mai garantire.

Eppure, quel volto artificiale è usato per vendere.

Quando l’immagine diventa artificiale, la fiducia si dissolve.

Perché la pubblicità, anche quella veicolata dagli influencer, resta soggetta alle regole del Codice del Consumo e dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

L’art. 21 del Codice vieta ogni forma di comunicazione che possa indurre in errore il consumatore su caratteristiche, risultati o qualità del bene pubblicizzato.

Un volto alterato dall’IA, usato per promuovere un prodotto “reale”, rischia quindi di configurare una pubblicità ingannevole digitale.

Ma il danno non è solo economico.

È psicologico e percettivo.

Quando il cervello è esposto in modo continuo a immagini falsate, volti perfetti, corpi irreali, vite senza difetti, si crea un effetto di distorsione percettiva: il consumatore perde il contatto con la realtà e inizia a misurare sé stesso con un parametro che non esiste.

È qui che il diritto incontra la mente.

E dove la tutela del consumatore deve estendersi anche alla tutela della verità percettiva.

Perché difendere il consumatore, oggi, significa anche difendere il suo sguardo:

da un mondo che vende illusioni travestite da autenticità.